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Campania tra le regioni più colpite dallo smog, criticità ancora per Salerno Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Campania tra le regioni più colpite dallo smog, criticità ancora per Salerno

L’anno nuovo si apre con una notizia incoraggiante sul fronte ambientale: in Italia la qualità dell’aria mostra segnali di miglioramento. A certificarlo è il nuovo report di Legambiente “Mal’Aria di città 2026”, che analizza i dati relativi al 2025 raccolti dalle centraline ufficiali di monitoraggio nei capoluoghi di provincia.
Un miglioramento reale, ma ancora insufficiente se confrontato con gli obiettivi europei al 2030, molto più stringenti e orientati alla tutela della salute pubblica.

In questo quadro nazionale fatto di luci e ombre, la Campania continua a essere una delle regioni più critiche, mentre Salerno e parte della sua provincia mostrano segnali di controtendenza, pur restando lontane dai target comunitari.

Italia: meno sforamenti, ma la strada è ancora lunga

Secondo il report, nel 2025 solo 13 capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di PM10 (50 µg/m³ per non più di 35 giorni l’anno), un dato in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti: erano 25 nel 2024, 18 nel 2023 e 29 nel 2022.
È uno dei risultati migliori dell’ultimo decennio e dimostra che le politiche locali per la riduzione dello smog iniziano a dare frutti, soprattutto nei grandi centri urbani.

La maglia nera nazionale spetta però a Palermo, seguita da MilanoNapoli e Ragusa. Nessuna città supera invece i limiti annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.

Ma l’ottimismo si ferma qui. Se si applicassero oggi i limiti europei che entreranno in vigore nel 2030, oltre la metà delle città italiane (53%) sarebbe già fuori legge per il PM10. Un dato che preoccupa Legambiente, anche alla luce della nuova procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea contro l’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico.

Campania: emergenza strutturale e territori fuori controllo

La Campania resta una delle regioni più colpite dallo smog. Su 33 comuni monitorati, ben 9 superano ancora il limite dei 35 giorni annui di PM10, un indicatore che segnala criticità persistenti e picchi pericolosi per la salute, soprattutto nei periodi di stagnazione atmosferica. In testa alla classifica regionale c’è Acerra, con 92 giorni di superamento, seguita da San VitalianoTeverolaCasoria e Napoli. Acerra supera persino Palermo, risultando di fatto la città più inquinata d’Italia per numero di sforamenti.

Il dato più allarmante riguarda però il futuro: il 74% dei comuni campani presenta valori medi di PM10 superiori ai limiti previsti per il 2030. Solo sei centri – Portici, Ottati, Pignataro Maggiore, Polla, Pratella e Presenzano – rientrano già oggi nei parametri europei. Le maggiori criticità si concentrano nel casertano e nell’area metropolitana di Napoli, dove saranno necessarie riduzioni delle concentrazioni fino al 50% per rispettare le nuove soglie comunitarie.

Salerno: segnali positivi in una regione in affanno

In questo scenario complesso, Salerno rappresenta una delle note meno negative della Campania. Il capoluogo mostra infatti un miglioramento della qualità dell’aria, distinguendosi rispetto ad altre città della regione. Nel 2025 Salerno ha superato il limite giornaliero di PM10 solo per quattro giorni, un dato nettamente inferiore rispetto ai grandi centri campani più critici. Anche in prospettiva 2030, Salerno risulta il capoluogo con la percentuale più bassa di riduzione richiesta per rientrare nei nuovi limiti sul PM10.

Questo non significa che la situazione sia risolta. Per il PM2.5, l’inquinante più pericoloso per la salute, Salerno dovrà ridurre le concentrazioni del 27% entro il 2030 per rispettare il valore obiettivo europeo di 10 µg/m³. Sul fronte del biossido di azoto (NO2) i limiti attuali sono rispettati, ma l’abbassamento drastico della soglia previsto nei prossimi anni imporrà una revisione profonda delle politiche sulla mobilità urbana.

Provincia di Salerno: tra criticità e modelli virtuosi

La provincia di Salerno presenta un quadro a chiaroscuri, ma offre anche esempi virtuosi a livello regionale. Polla rientra già oggi tra i pochi comuni campani conformi ai limiti 2030 per il PM10, mentre Ottati si distingue come l’unico comune in Campania a rispettare già il target europeo per il PM2.5, con una media di 7,83 µg/m³.

Questi dati dimostrano che una minore densità urbana, unita a una gestione territoriale più equilibrata, può produrre risultati concreti in termini di qualità dell’aria, anche in una regione strutturalmente fragile come la Campania.

Una sfida che riguarda salute e futuro

Il report Mal’Aria di città 2026 conferma che l’Italia sta migliorando, ma non abbastanza velocemente. L’inquinamento atmosferico resta una delle principali emergenze sanitarie ambientali, responsabile di gravi effetti su apparato respiratorio e cardiovascolare. Legambiente chiede al Governo di rafforzare – e non indebolire – le politiche per la qualità dell’aria, intervenendo su traffico, riscaldamento domestico, industria, agricoltura e allevamenti intensivi, con particolare attenzione ai territori più esposti.

Per Salerno, la direzione intrapresa è quella giusta, ma la sfida del 2030 è dietro l’angolo. I segnali positivi non devono trasformarsi in alibi: il miglioramento va consolidato ora, prima che i nuovi limiti europei trasformino l’emergenza smog in una nuova stagione di sanzioni e costi sanitari.

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